Biografie

Bice Libretti Baldeschi
“Bice Libretti Baldeschi diresse la scuola all’aperto “Casa del Sole” nel periodo 1956-1963.
L’attività scolastica era già stata impostata sui principi dell’educazione attiva dal direttore precedente Luigi Cremaschi. Bice Libretti continuò l’opera del predecessore e caratterizzò sempre più la scuola come scuola attiva…” potenziando le attività già messe in essere dal Cremaschi.
La specifica importanza di Bice Libretti Baldeschi discende dall’impegno profuso nella formazione professionale dei docenti. Nel 1951 partecipò alla nascita del Cemea di Milano (Centro di Esercitazione ai Metodi dell’Educazione Attiva, movimento internazionale di cooperazione educativa nato in Francia nel 1936 e poi diffusosi a livello internazionale). Molti corsi e attività di questa associazione si svolsero presso la Casa del Sole coinvolgendo numerosi suoi insegnanti che divennero a loro volta istruttori e divulgatori dei nuovi metodi didattici.
(Informazioni tratte da: Il pensiero e l’azione dei Cemea, di Bice Libretti Baldeschi, 1996, con prefazione di Marco Pioli).

Letizia Besana
Storica maestra della Casa del Sole. Vi ha insegnato dal 1955 al 1991.
È suo il documentario – girato in super 8 nel 1960 – che ritrae la vita di un bambino del Trotter dal suono della sveglia mattutina fino al ritorno a casa in autobus, preziosissima testimonianza della vita della scuola in quegli anni.
È sua anche la documentazione storica sulla storia della Casa del Sole, accumulata in un vero e proprio fondo depositato presso l’archivio storico della scuola, contenente riproduzioni di atti amministrativi, piantine e altro materiale proveniente dagli archivi comunali nonché materiale relativo all’attività scolastica degli anni ‘60, con particolare riferimento all’esperienza delle cooperative didattiche, di cui fu appassionata animatrice.

Aldo Buongiovanni
Insegnante di educazione artistica al Trotter negli anni ’50 e’60 nonché importante artista della scena milanese di quegli anni.
Nel 1953 allestì con Bruno Munari e Alberto Noe, presso lo studio B24, una Mostra dei giocattoli inventati dai ragazzi.
A lui è dedicato uno dei padiglioni della Casa del Sole.

Emilio Caldara
Fu il primo sindaco socialista di Milano, in carica dal giugno 1914 al novembre 1920.
In un suo articolo Teoria e pratica dei servizi pubblici comunali (Critica sociale, 1ºdic. 1899), il Caldara aveva sostenuto che i socialisti avrebbero dovuto adoperarsi per estendere le funzioni del comune, soprattutto nel settore dei servizi sociali e dell’assistenza, e per una riforma dei tributi locali che sostituisse alle imposte indirette un’imposta diretta e progressiva. È con questo programma che il Caldara amministrò il Comune di Milano, impegnandosi nella costruzione di case popolari, nell’assistenza ai lavoratori disoccupati, nella municipalizzazione dei servizi di trasporto urbano.
In questo impegno a favore delle classi lavoratrici della città trovò spazio il progetto della scuola all’aperto del Trotter, destinata ai bambini gracili a rischio tbc, provenienti soprattutto dalle classi povere della periferia milanese.
Fu il sindaco Caldara il principale sostenitore di questo progetto, approvato dal Consiglio Comunale nel 1919, la cui realizzazione affidò all’ufficio tecnico comunale guidato dall’ing. Giuseppe Folli.

Francesco Cappelli
È stato Dirigente Scolastico della Casa del Sole (accorpata alla scuola media Rinaldi) dal 2005 al 2011.
Con lui, la scuola ha aggiornato il suo storico carattere di scuola dell’inclusione, dando nuova centralità al tema dell’integrazione dei bambini stranieri e dell’educazione interculturale.
In linea con i dirigenti scolastici che l’hanno preceduto, ha proseguito lungo la strada della collaborazione con il mondo associativo presente nel parco e nel territorio circostante trasformando la Casa del Sole in un centro propulsore di aggregazione culturale e coesione sociale.
In un serrato dialogo con tutte le componenti della comunità scolastica e del quartiere ha contribuito a definire le linee di un progetto di riqualificazione radicale dell’intero complesso scolastico del Trotter che ha poi portato alla risistemazione di numerosi edifici tra cui l’ex convitto, ristrutturato nel 2018, il cui progetto ha avuto modo di seguire in qualità di assessore all’Educazione della Giunta Pisapia tra il 2013 e il 2016.

Luigi Cremaschi
È stato uno dei più importanti direttori didattici della storia del Trotter.
Nato a Codevilla (PV) nel 1888 da una famiglia modesta, iniziò a svolgere la professione di maestro nel 1907 occupandosi al contempo di associazionismo magistrale attraverso la sua militanza presso l’Unione Magistrale Nazionale. In questa veste, Cremaschi sostenne la trasformazione dell’Unione Magistrale Nazionale in un organo strettamente sindacale legato alla Camera del lavoro opponendosi, tra il 1922 e il 1924, alla fusione con la fascista Corporazione della scuola.
Nel 1926 Cremaschi si iscrisse al fascismo dando avvio a un’intensa produzione editoriale in ambito didattico. Il 1° ottobre 1929, fu nominato direttore sezionale nelle scuole elementari civiche di Milano. Dal dicembre 1931 diresse la scuola all’aperto «Umberto di Savoia». Fra il 1939 ed il 1945 dovette lasciare la direzione della scuola all’aperto a un dirigente più fedele al regime.
Dopo la fine del secondo conflitto, dal 1946, tornò a dirigere la scuola all’aperto di Milano (con la nuova intitolazione di «Casa del Sole»). Notevole fu l’impegno rivolto alla ricostruzione degli edifici distrutti dai bombardamenti e alla riorganizzazione di tutti i servizi scolastici. Sotto il profilo pedagogico, diede alla scuola una impronta fortemente ispirata ai valori cooperativistici e solidali della Resistenza e della Costituzione: animò l’esperienza delle cooperative didattiche e sollecitò la partecipazione attiva degli allievi alla vita della scuola attraverso l’istituzione dei “Protettori del Verde” e del Comitato Generale della Scuola, costituito dai rappresentanti di tutte le classi con il compito di esprimere proposte circa il funzionamento della scuola.
Fu direttore della Casa del Sole fino al 1955. Suo l’opuscolo “Bimbi al sole”, di quello stesso anno, dove vengono descritte tutte le attività della scuola. Il 1° agosto 1956 fu promosso ispettore scolastico e assegnato alla circoscrizione di Udine dove, però, non si trasferì mai perché fu collocato a riposo dall’ottobre dello stesso anno.
Luigi Cremaschi morì a Milano il 31 dicembre 1971.

Giovanna Vanini Fioni
Storica maestra della Casa del Sole, dove ha insegnato per più di 25 anni fino al 1985 impegnandosi in sperimentazioni didattiche che fecero del Trotter, tra gli anni ’50 e gli anni ‘70, una scuola di rilevanza internazionale. Ispirandosi alle teorie del pedagogista francese Celestine Freinet riprese in Italia dal Movimento di Cooperazione Educativa, ha profuso il suo impegno professionale in vari ambiti: dal rinnovamento dell’insegnamento della matematica all’adozione di metodologie fondate sulla ricerca sociale; dalla formulazione di un curricolo verticale per la scuola dell’obbligo all’apertura della scuola ai temi del territorio; dal rifiuto dei libri di testo – sostituiti da libri prodotti dai ragazzi a conclusione delle loro ricerche – alla lotta contro le “scuole speciali” compreso la Casa del Sole, che volle scuola di quartiere aperta al territorio e alla città.

Giuseppe Meazza
È stato uno degli ospiti più illustri della scuola all’aperto al Trotter, tra i primi a frequentarla, nel 1922, l’anno della sua apertura. Ne accenna Gianni Brera, in un famoso articolo per il Giornale di Montanelli, scritto nel 1979, a qualche giorno dalla morte del grande giocatore.
“… Era nato nel 1910, di fine agosto, a Porta Vittoria, non so in quale via. Sua madre aveva nome Ersilia e veniva da Mediglia, nella Bassa di Lodi. Faceva la verduratta che era allora povero mestiere: lo chiamava «Peppino », secondo l’italiano storpiato dai lombardi: e tutti gli altri, Peppìn, e magari anche «Pepp», che è tanto bello e veloce, ma screditato ormai dalle pochades d’osteria. Porta Vittoria non finiva già al monumento delle Cinque Giornate, proseguiva per la campagna ricca di fossi e di fontanili. Quando si preparava il cantiere per una casa nuova, si faceva sgombro uno spiazzo e in quello giocavano al folber i fiolett della zona. Peppìn ha dato subito la misura del suo carattere e del suo stile pretendendosi centromediano, che nel beato calcio di quei giorni era padrone e donno del gioco. Peppìn ragazzetto era gracile e denutrito. Aveva le spallucce cadenti e le ginocchia vaccine. Sottoposto a visita scolastica, è stato trovato debole di polmoni e accolto al Trotter, che era ed è l’avveniristica scuola all’aperto dei milanesi. Egli era dunque un esempio del nostro entozoo disastrato e tuttavia gagliardo, con dentro tanto nerbo da strabiliare chiunque lo sottovaluti. Quando lo presero all’Inter, si invitarono i soci a ospitarlo il più frequentemente possibile per la bistecca, della quale in casa non aveva abbondanza…”

Mariangela Melato
Mariangela Melato (Milano 1941-Roma 2013) è stata una delle più grandi attrici italiane del dopoguerra. Nata da una umile famiglia milanese (il padre è un “ghisa”, la madre una sartina), segnata nell’infanzia da una grave malattia della pelle che le ha precluso un regolare corso di studi, La Melato (come fu spesso definita) seppe ribaltare totalmente il proprio destino fino a diventare una delle personalità più autorevoli e influenti della cultura italiana, la diva della scena più pagata di tutti i tempi e per molti anni la figura di punta del Teatro Stabile di Genova. Ha lavorato con i più gradi registi del suo tempo, compresi Giorgio Strehler, Dario Fo e soprattutto Luca Ronconi cui fu legata da un lungo e felice sodalizio artistico.
Il punto di svolta della sua formazione di donna e di artista avviene proprio alla Casa del Sole del Parco Trotter, dove fu iscritta dai genitori nel 1949, dopo un infelice biennio nella scuola tradizionale. Il singolare metodo di educazione all’aria aperta che vi si pratica si rivela un toccasana per la piccola e triste Mariangela, che anno dopo anno riprende coraggio, supera la sua malattia e la conseguente emarginazione sociale subita per anni, e debutta persino sulla scena, nel febbraio del 1952, con una recita scolastica che resta la sua prima esperienza scenica.
Il “miracolo” si deve anche alla sua nuova maestra, Matilde Cortese, un’educatrice coi fiocchi, che lascia nei registri scolastici amorevoli annotazioni sulla scolaretta e la sua classe. Tra le materie elencate sulle pagelle, oltre a lingua italiana e geografia, ci sono lavoro, disegno e canto in cui Mariangela ha sempre i voti migliori. Ma è quando si trova davanti al primo applauso del pubblico convenuto al Trotter che la solitaria bambina intuisce per la prima volta il suo destino, che saprà coltivare con caparbietà e immenso sacrificio, anche contro il volere della famiglia. Mariangela Melato completerà poi il ciclo delle scuole elementari e i tre anni dell’avviamento sempre al Trotter, dove rimarrà fino al 1956.
Biografia a cura di Michele Sancisi

Bruno Munari
Pittore, designer, scrittore, tra i principali protagonisti della scena artistica milanese del ‘900, Bruno Munari (1907-1998) è stato “inventore e autore di giochi didattici, laboratori e libri per l’infanzia che avevano al centro proprio l’idea di un apprendimento basato sulla partecipazione attivadel bambino, sullo sviluppo della sua creatività, sull’imparare giocando. Questo perché “se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco”, amava dire citando un proverbio cinese”. (dalla pagina web Dire fare insegnare).
Nel 1989 Munari incontrò il Trotter, da lui definito “un angolo di Kyoto a Milano”, e incominciò a lavorare con i docenti della Casa del Sole al progetto di un Museo dei ragazzi – Stanza delle Scoperte, un museo fatto di stanze di geografia, storia, scienze interamente concepito e costruito dai ragazzi per altri ragazzi, con oggetti che si potevano osservare, toccare, manipolare. A distanza di molti anni, il ricordo di quella esperienza formativa vissuta dai docenti della Casa del Sole insieme a Bruno Munari è ancora molto vivo.
All’artista milanese è intitolato l’edificio “Stanza delle Scoperte” che ha ospitato per quasi tutti gli anni ’90 il Museo dei ragazzi di Bruno Munari.

Carlo Quaroni
È stato il primo direttore della scuola all’aperto del Trotter, che ha guidato dal 1922 al 1927. Nel 1929, a un anno dalla sua scomparsa, gli fu dedicato l’omonimo padiglione, sede della direzione della scuola all’aperto, che ancora oggi porta il suo nome.
È l’autore di un libro importante per la ricostruzione del funzionamento di questa scuola speciale: Carlo Quaroni, La colonia all’aperto al Trotter – notizie e norme ai genitori di alunni gracili, Stabilimento tipografico Stucchi Ceretti, Milano, 1925.

Luigi Lorenzo Secchi
Luigi Lorenzo Secchi (Avenza, 1899 – Milano, 1988) è un architetto di origine toscana ma naturalizzato milanese “…al quale si devono grandi opere, a partire dai lavori di restauro del Teatro alla Scala di cui è architetto conservatore dal 1932 al 1982, come ci ricorda una lapide all’ingresso del teatro”.
Dopo la laurea in ingegneria al Politecnico di Milano (1925), vince un concorso pubblico ed entra nell’Ufficio tecnico municipale del Comune di Milano nel campo dell’ingegneria civile.
Secchi affronta i grandi temi dell’architettura sociale specializzandosi in edifici scolastici e centri sportivi (lavora alla progettazione di vari edifici della scuola all’aperto “Umberto di Savoia”).
Le piscine diventano il suo pane quotidiano: dalla piscina del parco della scuola Umberto di Savoia – Casa del Sole nella periferia nord-est (parco Trotter) in via Padova (1928) alla Guido Romano di via Ponzio (1929), la più grande vasca all’aperto d’Europa (40×100 metri) fino alla Cozzi, in viale Tunisia, una delle prime vasche olimpioniche coperte (1933)….” (tratto da: G. Lavagna di Gualdana, Alla scoperta dei segreti perduti di Milano, Newton Compton Editori, 2017).
A queste opere va aggiunta la realizzazione del mercato comunale coperto di viale Monza angolo via P. Crespi (1933), situato tra le fermate di Pasteur e Rovereto della MM1.

Luigi Veratti
Luigi Veratti, eletto per la prima volta consigliere comunale nel 1910, fu vicesindaco e assessore alla Sanità nella Giunta Caldara. Medico presso il Fatebenefratelli, fu uno dei più stretti collaboratori di Caldara.
In realtà, fu lui a volere fortemente la realizzazione della scuola all’aperto per bambini gracili al Trotter, a seguire e monitorare il progetto fino alla sua completa realizzazione nel 1928. E fu lui a costituire il Patronato della scuola all’aperto, di cui fu presidente. Attraverso questa istituzione, che raccolse risorse economiche provenienti da enti pubblici e da donazioni private, fu possibile assicurare alla scuola tutto il necessario per poter funzionare.
La biografia di Luigi Veratti è molto interessante da leggere. Ne riportiamo alcuni stralci tratti da “La solitudine del vicesindaco”, di Walter Marossi, Arcipelago Milano, 2019.
“A lui toccò il compito improbo di affrontare il problema alimentare, igienico e sanitario della città nel periodo di guerra con l’invasione dei profughi civili, dei feriti militari e poi la pandemia della febbre spagnola. Esponente di quello che Cosmacini chiama «socialismo medico» (con lui Filippeti, Giovanni Allevi, Edoardo Bonardi, Luigi Carozzi, Francesco Ferrari, Giuseppe Forlanini, Paolo Pini), fu fautore del naturismo e grazie a lui si aprirono le prime scuole all’aperto, si avviò il progetto delle colonie e la progettazione di una scuola all’interno del parco Trotter.
Il suo maggior merito, forse, fu quello di imporre alla città una diversa cultura del bagno (leggi anche cesso), in una città in cui bassissimo era il numero di case con bagni privati e acqua corrente ma dove anche scarseggiavano i bagni pubblici perché i cittadini preferirono utilizzare i Navigli e i canali “per lavarsi” gratuitamente.
Nel 1933 viene segnalato dalla questura come facente parte dei gruppi di Giustizia e Libertà con il soprannome di Caio, mentre il nipote Roberto Veratti fu importante dirigente socialista clandestino.
Secondo Stefano Fabei, nel suo ultimo libro, I neri e i rossi, Verattifu il protagonista della “Croce rossa” dei socialisti, votata al salvataggio dei compagni arrestati o incarcerati. Come aveva già scritto il discusso Carlo Silvestri: ”Il dottor Luigi Veratti ex vicesindaco socialista di Milano, medico di Mussolini fino al 1929, valendosi di questa sua amicizia personale, cominciò. subito nel 1927, a scrivergli per dire “il tale, mandamelo a casa dal confino: ha la moglie (o la mamma) malata”. “Evita la denuncia di XY al tribunale speciale: mi è carissimo; se c’è una condanna, una famiglia sarà distrutta”. “Ti scongiuro di graziare il Tale, se no diventa tubercolotico”. Ogni anno, dal 1927 in poi, centinaia di lettere e di memorie di questo genere con risultati positivi per il novanta per cento dei casi”.
Si narra che uno dei più importanti risultati conseguiti dal “Soccorso antifascista” di Veratti fu il ricovero, nella clinica Quisisana di Roma, di Antonio Gramsci e tra gli altri beneficiati vengono citati Corrado Bonfantini e lo stesso Silvestri.
In realtà pare che l’amicizia nascesse dal fatto che Veratti aveva curato Mussolini dalla sifilide…”.